Ah, il nuovo anno è iniziato e la mia paginetta gelosa e furiosa non è ancora andata su Internet… giusto per imbordellare ulteriormente il bordello che si è creato in sta rete… uhm… il compiu mi è andato in panne, ma grazie a quel programmatore al bacio che so io, sono riuscita a farlo resuscitare come si deve! Ahhhh… sospiro, mentre fuori c'è la nebbia, il cd della Sound Bible III sta arrivando e devo andare a ritirare il The Best of #2… aaaahhh… doma ci sono addirittura tre verifiche… aaaahhh… e mi sono arrivati i videogiochi di Slayers per Playstation in giappo… aaaaaahhh… per non parlare del fatto che sono stata richiesta per disegnare dei nuovi doujinshi su Slay…. Aaaaaaaahhh… ma quanto bello è gasarsi in sospirazioni???
SABU – CHAN
In ogni lacrima tu sarai...
<< Naga, quando la smetterai di rubarmi il pranzo?>>
Povera piccola, l'ho fatta infuriare davvero questa volta. Non saprei come rimediare, ma ha maledettamente ragione. Non faccio altro che scroccarle il pranzo, senza contare che è da settimane che devo pagarle conti arretrati. E dire che mi ero promessa di non farlo più, ma la mia ingordigia era più forte della mia volontà.
<< Dai, Lina… non l'ho fatto apposta… e dai!>> << Smettila Naga! Lo sai da quant'è che non mangio? Quasi una settimana! E sai quante monete ho nel borsello?? Giusto cinque pezzi d'argento!! Spiegami ora perché non dovrei farti pagare il pranzo dopo avermi rubato il dodicesimo spiedino di pollo??>>
Ha maledettamente ragione… ma anch'io ero affamata! Che ci potevo fare? Nonostante tutto nemmeno io avevo granchè nel portafoglio, avrei dovuto sbrigare qualche faccenda pagata profumatamente per sbarcare il lunario, ma non credo ci sarei mai riuscita…
La mia amica si riavvia la folta chioma leonina alle sue spalle, sbottando qualche parola che non mi è chiara. Appoggia un gomito al tavolo, portandosi il palmo della mano al mento, dandomi quasi le spalle.
Da quando l'ho conosciuta, aveva solo dieci anni, mi sono sentita sollevata dal fatto che avevo trovato qualcuno con cui continuare il mio viaggio, la consideravo una vera amica, anche se forse per lei sono solo un'insistente rivale… sono passati quattro anni, tre me e lei intercorrono circa due, tre anni.
Ma per tutto il tempo che ho viaggiato assieme a Lina, quella era la prima vera volta che me la ritrovavo davanti con uno sguardo truce. Era davvero arrabbiata, e ne aveva tutte le ragioni del mondo.
<< Lina, io… hai ragione… ti prego, perdonami, solo per questa volta… non lo farò più, te lo prometto.>>
Gira l'occhio dalla mia parte, poi riprende a fissare la volta del soffitto dall'altra parte della stanza.
<< Cosa me ne faccio di tante promesse se poi di risultati non se ne vedono?>>
Pesante. E' veramente pesante questa, e non riesco a sopportarlo. Non ha torto, non ho mai mantenuto una promessa in vita mia, non ne ho mai avuto bisogno quando vivevo a corte. Mai. Ma ora la verità mi brucia, troppo, e perciò non riesco a resisterle.
<< Se alla signorina Inverse tutto ciò non garba ha solo da andarsene!>>
Amara, più di ciò che ha proferito lei. L'amarezza si fece sentire presto nella mia amica, colpita dalle mie parole dure e repentine. Pochi vocaboli a volte bastano per ferire qualcuno a cui si vuole bene.
<< E cosa dovrei fare, suggeriscimelo!>>
<< Bè, potresti smetterla di fare la bambina e andartene da me una volta per tutte e…>> << Ma se sei sempre tu quella che sta attaccata alle mie gonnelle!!>> << Sì! Hai ragione, ma se sei davvero quella che tanto ti fai chiamare, Lina Inverse cara, a quest'ora mi avresti seminata da un bel po'!>>
La mai amica deglutisce. Cosa… sto dicendo?
<< Allora perché mi hai seguita in tutto questo tempo? Per prenderti gioco di me? Per umiliarmi con quelle mongolfiere che ti ritrovi? Solo perché la signorina è una ex reale e può fare tutto quello che vuole?? Sei davvero sicura che la gente non si guardi bene a considerarti per quel che ti mostri? Sinceramente non me ne frega niente se vuoi andare a sputtanarti in giro vestita a quel modo!!>>
Ora sta esagerando! Vada pure bene che io le ho parlato delle mie origini, di quel che è successo nella mia famiglia, di mia sorella, del motivo per cui sono fuggita da Sailune, vada bene tutto ciò… ma dire che io vado in giro vestita in questo modo per fare la figura della puttana, questo è TROPPO!!
<< Mi spiace che la signorina non apprezzi il mio modo di vestire, o le mie "mongolfiere", o la mia famiglia. Mi spiace veramente tanto di tutto questo. Peccato, vero, che tu non provenga da una famiglia nobile e sia costretta a vagabondare? Peccato davvero- continuo, alzandomi in piedi e poggiando le mani ai bordi del tavolo- che la suddetta sia figlia di una sguattera!>>
Probabilmente ho alzato un po' la voce, poiché alcune persone si sono girate nella nostra direzione, guardandoci allibite.
Lo stesso sguardo spento e tremante che ha assunto ora Lina.
Abbassa il viso alle sue ginocchia, alcune ciocche le coprono il viso nascondendole gli occhi. Le sue mani tremano poggiate alle sue ginocchia, tutto il suo corpo freme alle mie parole taglienti e feritrici. Solo poco dopo mi rendo conto di ciò che ho detto e giuro che se gli dei mi hanno sentita mi fulminino sul posto!
La mia amica (ormai è impossibile chiamarla così) mi rivolge uno sguardo distrutto e cupo, con una punta di odio. Mi odia, ormai ne sono sicura.
<< Mia madre… mia madre è morta…>>
Dei, cosa ho detto?? Sua madre era… ed io non lo sapevo… e nonostante tutto l'avevo ferita profondamente…come avevo potuto… dei, che sguardo… se i suoi occhi fossero lame mi trafiggerebbero senza indugio.
<< Lina, io non…>> << Lascia stare, Naga… dopotutto… anch'io ti ho ferita…>>
No! NO! Oh, quanto ha torto! Lei aveva ferito me, ma io aveva ferito una persona a lei molto cara, non Lina direttamente. Oh, quanto hai torto, cara Lina, quanto hai torto! E vorrei fartelo capire, vorrei farti capire dove sbagli e dove ho sbagliato io!
<< Lina, non è così! Io non volevo davvero…>> ma mi ferma, ponendomi davanti al naso una mano. Si alza, raccoglie il suo mantello e la sua armatura, mi da le spalle e se ne va. Dove? Dove te ne vai? Perché ora mi lasci così, con il veleno sulla lingua, senza poterti spiegare?
<< Lina!>> la chiamo, ma lei… lei se ne va… ma non molto lontana per fortuna, si sta dirigendo verso la sua stanza.
Forse oggi si farà viva, forse prima di cena mi avrà perdonata, forse torneremo amiche come prima, forse… forse…
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Aspetto. La mia camera è diventata un universo di emozioni. Odio. Odio me stessa. Come ho potuto dirle quelle parole? Come ho potuto?… non lo so… non voglio saperlo… è l'intero pomeriggio che Lina non si fa viva. Il mio orecchio è continuamente appoggiato alla parete per sentire se se ne va o rimane.
Immobile.
Nessun suono proviene dalla sua stanza, possibile che…? Non, non può essere… che sia andata via dalla finestra, volando? No, non può essere… io… devo sapere come si sente… devo sapere cosa prova… DEVO parlarle…
Quando l'ho vista, mentre stava per voltarsi ed andarsene, mi è sembrato di scorgere sul suo volto una lacrima. L'ho ferita, l'ho distrutta. L'ho distrutta. Come posso rimediare? Devo parlarle. E una volta che le sarò davanti, cosa le dirò? Niente, forse… niente… non sono brava a scusarmi… niente…
Mi alzo dal letto, decisa ad avviarmi in camera sua. Mentre appoggio la mano sulla maniglia della porta, sento il pomello girasi da solo. Sussulto e faccio qualche passo indietro per intravedere dalla fessura della porta chi fosse. Ed il mondo sembrò crollarmi addosso.
Lina.
<< Posso… posso entrare?>> evita il mio sguardo, mi evita. Quanto mi odio…
<< C-certo…- e adesso perché balbetto?- Entra pure…. Cosa… cosa vuoi?>> ed ora perché parlo con tanta amarezza? Sono io quella da disprezzare! Non devo ferirla, NON DEVO!
<< Niente… mi sentivo… sola…>>
Continua ad evitarmi. Fa troppo bene. Il mio sguardo deve essere proprio spaventoso, nonostante non voglia esserlo sul serio. Le apro la porta e lei, lentamente, si fa strada nella mia stanza. La fisso per un attimo. Mi da ancora una volta le spalle, e solo adesso cominciò ad ammirare i tratti gentili del suo corpo.
La sua schiena minuta, le sue spalle abbronzate scoperte dalla maglia, le sue gambe lineari, le sue natiche invitanti…
Cosa mi sta succedendo?
Perché arrossisco quando si volta e mi guarda negli occhi?
<< Posso… sedermi?>> mi indica il letto. Ma certo che puoi Lina, certo, nessuno te lo nega, non devi chiedermelo. Quante volte io sono entrata nella tua stanza senza permesso ed ho fatto come se fosse la mia. Troppe volte. Avresti sempre voluto sbattermi fuori ma non lo hai fatto… perché?
Le faccio cenno con le testa, quindi lei si siede sul materasso, portandosi le ginocchia al mento. Sembra tanto piccola quando assume quest'atteggiamento, si chiude in sé stessa. Ma io voglio scoprirti, Lina, voglio capire come sei.
Mi siedo al suo fianco, facendo finta di niente, e le passo un braccio intorno al collo. La stringo a me. << Scusami.>>
<< No Naga. Non hai niente di cui scusarti. Non importa…>>
<< Ma dimmi, come si fa a dire in continuazione che non fa niente? Ti ho ferita profondamente, e questo lo sappiamo bene entrambe! Perché reagisci così? Sono io che ti devo delle scuse, semmai, per ciò che ti ho detto, non credi?>>
La sento, si sta lasciando andare sul mio corpo. Abbandona le braccia ai suoi fianchi, rilassa le gambe e le piega distendendole sul letto.
<< Cosa dovrei dire?>> accenna un timido sorriso, represso dal suo sguardo. Triste. Troppo. Quanto odio quegli occhi pieni di perdono rivolti a me. Ma davvero, quanto li odio? In quei globi vedo rispecchiata me stessa… e lì inizio a capire perché odio quello sguardo.
Vedo me stessa riflessa per quello che davvero sono.
Troppo egoista, per voler bene ad una come Lina. Vorrei dirti tante cose, ma non ci riesco. Sono i tuoi occhi a fermarmi.
<< Lina, io…>> ma non riesco a dire di più. Mi stringe a sé. Il suo tocco è piacevole e delicato. Mi piace. I suoi capelli infuocati stuzzicano la pelle del mio petto, quando sento la sua testa premersi gentilmente ad esso. La stringo a mia volta. Le voglio bene.
<< Niente Naga, niente… ma ti prego…- prende una pausa- …rimani quella di sempre…>>
Cosa significano quelle parole? Che messaggio vuoi inviarmi? Non capisco, davvero!
<< Lina?>> << Non litighiamo più, ti prego. Ogni volta che inizio con te un battibecco ho sempre paura di andare avanti, di perderti… ho paura, capisci? Da quando me ne sono andata via da Zelphiria, mi sento sola, davvero sola. Non ho mai avuto tanti amici, eppure mi arrangiavo con le mie sole forze. Ma…>>
La sua stretta si accentua di più se possibile. Una lacrima le solca la guancia. Dei, perché piangi? Tu non devi essere triste, sii quella di sempre! La Lina che conosco io non piange per così poco. La Lina che conosco io è sì emotiva, ma forte.
<< Da quando ti ho incontrata per me molte cose sono cambiate. I miei giorni non sono più tristi, la mia vita non è più ridotta alla solitudine, riesco a vivere davvero! E nonostante a volte ci insultiamo, ci picchiamo, combattiamo tra di noi per… per un pezzo di carne più delle volte… io ci resto molto male, purtroppo. Ho paura di perdere tutto. Tutto, capisci? I giorni felici, le risate in compagnia, la mia felicità…>>
<< La tua felicità?>> le domando. Non pensavo… che Lina fosse una ragazza così profonda… le sue lacrime mi fanno quasi tenerezza…perché ha questa influenza su di me? Perché mi sento così strana davanti alle sue parole? Forse perché… anch'io prima ero come lei?
Mi accenna un sorriso. Uno… stupendo.. sorriso…
<< Sono felice stando assieme a te.>>
Ora mi riconosco. Le sue stesse sensazioni… perché anch'io… quando sono fuggita da Sailune… mi sentivo sola… e quando l'ho incontrata… i miei occhi hanno cominciato ad aprirsi. Per me il mondo era o tutto nero o tutto bianco. Ma ora riesco davvero a distinguere altre sfumature della vita.
E tu, Lina, mi hai cambiata.
Il mio corpo si muove secondo i miei desideri, non credo che riuscirò a controllarmi. Le mie mani si spostano sulle sue spalle, spingendola sul materasso, facendola distendere sulle lenzuola. << Naga?>> mi fissa stupita, i suoi occhi hanno cambiato espressione. Sorrido.
<< Credo che non mi pentirò di ciò che sto per fare.>>
Avvicino il mio viso al suo. Appoggio gentilmente la mia fronte alla sua, scostando leggermente la sua fascia protettiva. I suoi occhi sono sulla stessa linea dei miei, ora posso guardare dentro di lei senza che possa rifiutarmi. Mi abbasso ancora un poco, ora i nostri nasi si sfiorano. Sento il calore delle sue guance salire anche alla mia pelle.
Mi guarda, seriamente preoccupata, eppure… così… rilassata… socchiude gli occhi, forse sta pensando che io sia pazza. Non si può muovere, l'ho bloccata. Vorrebbe dimenarsi, lo so. Non lo fa. Si sente sottomessa. E' docile come un bambino indifeso, caduto nelle mani di una persona sconosciuta. E' una cosa strana detto che IO sto sottomettendo Lina Inverse… Lina… Inverse… e con questo? Può essere la Cacciatrice di Draghi, la Stermina Banditi, ma per me……. per me resterà sempre….
<< Ti sei presa paura, eh?>>
Lina spalanca gli occhi. Ha capito. Non stavo facendo sul serio, volevo solo vedere un'espressione diversa sul suo viso corrucciato, e da quanto constato direi che ho ottenuto l'effetto che desideravo.
Mi spinge via pesantemente, ponendomi le mani sulle spalle. Si volta subito verso il muro, forse temendo un'altra mai favolosa uscita. Si stringe le mani alle sue spalle, chiudendosi di nuovo. Poi… trema…
<< Lina…? Cosa c'è? C'è qualcosa che… non va?>> le metto una mano sul braccio. La tirò verso di me e lei rotola sul materasso. Tremava…. perché rideva? No. Questo no. Non posso credere di sortire tali effetti su… su di lei… le sue labbra sono contorte in un breve sorriso che trattiene a stento. Le colpisco lievemente il fianco. Si contorce dal ridere. Ah, soffri il solletico eh? Allora so come farti ridere una volta per tutte….
Prima che la colpisca ancora in un qualche punto sensibile, si volta verso di me e mi sorride. Bella. È davvero bella.
Ridiamo assieme. Di cuore. Le brutte parole sono state cancellate, le cattiverie sconfitte. Perché farci del male, se in realtà ci vogliamo bene? E' assurdo. So di dover tornare, prima o poi. Ma se tornerò la perderò, ricomincerò a sentirmi sola, vagherò solitariamente per paesi e città.
Mi sento male.
Non voglio lasciarla, lei è stata l'unica ad aver aperto il mio cuore. Ma dobbiamo separarci, lo sento fin troppo bene per riuscire a mentire persino a me stessa. Lo leggo nei tuoi occhi. Anche tu ne sei consapevole. Ma non preoccuparti, ricomincerò da zero. So che posso farcela.
Perché tu sei qui. Anche se ci separeremo so che mi sarai vicina.
La mia Lina.
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