Whispered Kiss

By Giotto

 

 

 

 

In una piccola casetta nei pressi di un villaggio, la maga Lina, vestita con i suoi soliti pantaloni rossi e la maglietta gialla, era tutta intenta sul fornello a mescolare la zuppa con una mano e a tagliare la cipolla con l'altra, mormorando una qualche canzone antica, forse rievocando la formula di qualche incantesimo. Nel silenzio creato da poco, mentre la maga smesse di cantare, il rumore della porta che cigolava ruppe l’atmosfera e distrasse Lina dal suo lavoro. Naga entrò carica di borse, sorrise alla maga dai capelli rossi, poi dopo aver richiuso la porta con un calcio poggiò il suo carico sul grande tavolo che regnava il centro della sala.

 

<< Naga, hai preso le carote?>> chiese la ragazza alla donna, che le si avvicinò, abbracciandola.

<<Ehm... Senti Lina,.. il mercato chiudeva presto così io...>> balbettò Naga, staccandosi da Lina, avendo dimenticato oltre a quelle l’ingrediente principale, e sapendo che probabilmente non le avrebbe perdonato una simile dimenticanza, specie all’ora della tanto agognata cena.

La ragazza, effettivamente, non la prese molto diplomaticamente..<<Naga?!?! Vuoi dire che non hai preso il sale?>>

La donna si schiarì la voce con un colpo di tosse: <<Ascoltami Lina, non è che… >> e chiuse un attimo gli occhi, pensando a come poter affrontare la questione, ma non fece in tempo a riaprirli che un coltello le sfiorò il volto, tagliandole una ciocca di capelli, che cadde per terra svolazzando lentamente tagliando l’aria.

<< EHI! Maledetta bambina!! – sbottò Naga, alzando le mani in alto, concentrando il potere- Lighting Bolt!>>

La ragazza schivò per poco l’incantesimo, che bruciacchiò leggermente il piano di lavoro della cucina. Lina sorrise acida, poi formulò il suo, di incantesimo: << Fire Arrow!>>

Le due continuano per un po' a bersagliarsi di incantesimi fino a quando esauste accasciano a terra, respirando pesantemente. Entrambe guardarono al soffitto come se dovessero contemplare qualcosa di impercettibile ed invisibile.

<< Senti Naga…>> la ragazza si avvicinò faticosamente a lei, trascinandosi sul pavimento.

<< Si Lina?>> La donna, appena si sentì chiamare, si volse verso di lei.

La ragazza le si avvicinò: << Non importa.. manderemo Zel a prendere il sale, così magari spaventa il cassiere e non paga >>

Mentre disse ciò le accarezzò delicatamente il volto, scostandole i capelli. La mano le percorse i dolci lineamenti del viso, accompagnando la forma delle sue guance, della sua bocca. La mano continuò, sfiorandole il collo, oltrepassando le esili spalle e i prorompenti seni...

La stessa mano proseguì nel suo dolce percorso mentre gli occhi di Lina, leggermente socchiusi, osservavano dolcemente quelli di lei.

Le dita andavano a formare circoli leggeri sulla sua pancia, mentre le loro labbra s'incontravano in un magico brivido, quasi come se il sole avesse potuto, in un utopico momento d'amore, sfiorare i soffici raggi lunari

Naga, immemore della stanchezza, si portò seduta, mentre le loro labbra sembrano non volersi abbandonare... Con la mano, poi, le sfiorò i lunghi capelli, ancora unti dai fumi della cucina e leggermente bruciacchiati... ma comunque , infinitamente e straordinariamente soffici.... soffici come il tocco di Lina, tocco che si fece sempre più profondo in di lei, che l'emozionava, come neppure il fiore più bello sarebbe stato in grado... Ed in lei questo fiore sbocciava, i petali lentamente si aprono, puri, semplici, ma così unici...

Era quasi come un tendere infinito verso l'infinito...

Ogni attimo, ogni carezza, ogni sguardo superava quello precedente, lo faceva sembrar piccolo, come quello successivo avrebbe fatto apparire questo... In quella delicata euforia che, tra quelle macerie, quella sera, le bruciò, ma non le consumò.

 

 

Torna alla pagina